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Lo Zibaldone di Vevecola

l'AlterBlog

Nessun uomo è un isola…o forse si?

maggio 31st, 2012

Dopo lunghi mesi di assenza oggi torno a scrivere. Diciamo che sono stata impegnata, ho studiato molto e ho fatto tante cose, più o meno inutili. Per mesi le cose sono rimaste le stesse, soliti alti e bassi ma fondamentalmente non avevo di che lamentarmi; navigavo in acque poco mosse, a volta trovavo il mare a forza 4, ma mi sentivo a bordo di una nave solida e inaffondabile, perciò non temevo nemmeno le tempeste. Poi, all’improvviso, mi sono ritrovata a bordo della Costa Concordia post-scoglio. C’è stato un salvataggio di emergenza ma di fatto non sono del tutto sana e salva e non vedo da nessuna parte  la mia solita, splendida e affidabile nave.  Nel trambusto qualcuno mi ha accusata di essere Schettino, di aver fatto io tutto il casino. Ma punto primo io non sono Schettino, e punto due non ho mai creduto nella colpa esclusiva del comandante. Ci sono tante cose sotto le apparenze…Comunque, da un po’ mi trovo da sola su un’isola che non conosco assolutamente e senza possibilità di tornare alla mia nave; chissà dov’è finita! Forse è attraccata in un porto sicuro ma forse lontano. Da qui non posso fare niente, ho bisogno che qualcuno venga a cercare prima me, e poi la nave. Ho acceso fuochi di segnalazione, scritto SOS giganteschi sulla sabbia ma non so se qualcuno se ne sia accorto. Devo restare  in attesa che qualcuno mi venga a cercare. Che brutta situazione! I primi giorni sono rimasta sempre vicino al mare con la speranza che caso mai passasse qualcuno, mi vedesse e venisse a salvarmi. Ma visto che non succedeva proprio un cazzo, mi stava venendo un’insolazione e avevo fame ho pensato che era meglio pensare a salvarmi le chiappe con le mie forze! Così mi sono data all’esplorazione di quest’ isola ostile. Ho dovuto orientarmi alla meno peggio, e per prima cosa ho attraversato una foresta umida, fitta, senza uno spiraglio di luce; c’erano pure un sacco di cespugli e mi sono graffiata a sangue! Appena ne sono uscita fuori, ancora pesta e malconcia ma animata di belle speranze ho imboccato l’unica strada possibile. Mi trovo lungo il Viale dei sogni infranti (nome di fantasia Dylaniata) e devo dire che non è per niente un posto piacevole. Mi mette ansia, angoscia, tristezza…Il viale è lungo ma come ho già detto pare sia l’unica strada per il centro. Non posso far altro che percorrerlo, e intanto penso…penso…penso…Ma come cazzo è possibile tutto ciò? Dove cazzo sono? Bah, che assurdità! E’ pure brutto essere qui senza nessuno. Non perchè abbia paura a camminare su una strada buia e sconosciuta da sola, ma perchè non so cosa troverò più in là e quindi mi farebbe mooooolto più piacere avere qualcuno con cui discutere su quello che ci aspetta, fare ipotesi su come comportarci eventualmente; magari ci faremmo coraggio a vicenda; oppure, semplicemente parlando di altro con spirito leggero, potremmo pensare addirittura di essere in vacanza e adottare un punto di vista diverso nell’affrontare la situazione. Invece sono sola, e sola devo vedere come meglio fare per cavarmela. Non so proprio quando finirà questo viale, magari quando lo scoprirò ve lo farò sapere (sempre se a qualcuno interessa ovviamente). O forse verrà qualcuno in elicottero a sorvolare l’isola pur di trovarmi. In verità non so nemmeno che sperare…Sarebbe bello tornare alla vita di sempre, a bordo di quel gioiello di nave che avevo. Ma come faccio a essere sicura che quella nave non sia diventata proprio la Concordia? Se così fosse che dispiacere infinito, che spreco tremendo…Un peccato veramente! Sarebbe uno strazio per me, dopo tante avventure insieme, doverle dire addio e rinunciare a tutti i meravigliosi viaggi che avevamo programmato; ma chi ci salirebbe più a bordo? Del resto, quest’isola dove mi trovo ora è sconosciuta e triste. Ma è tutta mia! Posso farne ciò che voglio. Magari potrei trovarci qualcosa di bello, qualcosa di nuovo e gradito. Potrei sfruttarne le bellezze potenziali e renderla più accogliente io stessa. Pensando in grande potrei farla diventare davvero un posto esclusivo, la gente potrebbe un giorno apprezzarla e voler venire in vacanza qui. Non lo so, non lo so proprio…Al momento mi manca la mia nave, e se anche rimanessi qui so già che il mio pensiero sarebbe quello di costruire un porto in vista, con un faro colossale nel caso in cui la mia nave tornasse ad essere quella di sempre e venisse lei stessa a cercarmi per ricominciare a navigare insieme.

L’ inquilino misterioso

ottobre 17th, 2011

Non sono mai stata una ragazza facilmente impressionabile, anzi…non mi disturba vedere sangue, video di autopsie, morti sbudellati o con il cervello all’aria (Rotten docet), operazioni splatter, pus, schiattamenti di bobbazzi mostruosi, vermi, ecc…non che mi piacciano, intendiamoci, ma stuzzicano la mia insana e morbosa curiosità. Non sono nemmeno una di quelle con mille fobie e timori: adoro i film horror, adoro avere paura, adoro le situazioni inquietanti, non ho paura se sento rumori in casa e sono sola…Insomma, non me ne fotte di niente proprio, credo più per incoscienza che per coraggio. Da 27 anni a questa parte sono sempre stata così, e l’unica cosa che mi fa davvero schifo al cazzo sono le cozze nude, ovvero quelle lumacone orripilanti marrone scuro e senza guscio. Eppure oggi è successo qualcosa che ha scosso la mia corazza di indifferenza, contro ogni aspettativa…Era l’ora di pranzo, io e i miei coinquili-amici Rox L’avvocata-nipota ( nome di fantasia professioNonnal) e il suo fidanzato Bertolaso ( nome di fantasia della protezione civile ) cazzeggiavamo a tavola davanti a un bel piatto di pasta e zucchine con salsiccia piccante. In tv c’era Beautiful, ma nessuno lo seguiva; parlavamo della carta da origami che avevo comprato, di quanto fa freddo, della bolletta della luce appena arrivata, delle robe da mettere in lavatrice…insomma, del più e del meno. Quando all’ improvviso abbiamo sentito bussare alla porta. Sono due mesi che abitiamo in questa casa e non è mai venuto nessuno a trovare noi, gli inquilini del terzo piano…

“Saranno quelli della pulizia delle scale?” – dico io. E intanto mi alzo per telefonare al mio lovvvvve. “Non so – risponde Bertolaso - può essere! Apri la porta e vedi chi è.” Col telefono in chiamata mi avvicino alla porta, in paranoia perchè un po’ mi scocciava aprire e trovare quelli che puliscono, salutare e richiudere, come un’esaurita. Però non si sa mai, magari era un vicino in visita, o la padrona di casa…Risponde il mio lovvvvve al telefono nello stesso momento in cui ho aperto la porta: ORRORE!!! Richiudo all’istante e, smentendo quanto detto di me all’ inizio, comincio a gridare come una donnetta isterica ( quale del resto sono, a quanto pare…): ” Che schifo, che schifo, c’è un topo megagigante!!!”. E in effetti non stavo esagerando! Era un topastro grande quanto una mano aperta senza contare la coda di oltre 20 cm. Non ho paura dei topi, ma sicuramente non mi sarei mai aspettata che ne venisse uno a bussare a casa mia! Comunque, io grido e il mio lovvvvve al telefono ride; Rox comincia a gridare più di me, e Bertolaso invece fa l’uomo della situazione e apre la porta. Il topomostro è sulle scale…Enorme!!! E ci guarda…Io e Rox gridando per lo schifo chiudiamo la porta, lasciando il povero Bertolaso solo nel pianerottolo ad affrontare quell’ essere immondo. Poi però, vergognandoci noi stesse per la nostra viltà, riapriamo e decidiamo di avvisare i vicini. Mandiamo Berolaso ovviamente a suonare al campanello…esce un ragazzo scalzo e dall’aria decisamente poco sveglia; mi ricordava un po’ Cletus il bifolco. Bertolaso spiega che “abbiamo visite” e raccomanda di stare attento e tenere la porta chiusa. Al che il genio risponde: “Vabbè, e quindi? Che devo fare io?”. Bah!!! Per foruna esce anche la sua fidanzata, e per solidarietà femminile inizia a urlare: ” Che schifo, un topo…Che schifo!!!”. Allora il baldo giovane, sorprendendo tutti noi, entra in casa a prendere una busta e scalzo com’è, inizia a rincorrere il topo nel portone con l’intento di catturarlo. La bestiaccia scappa e sale verso noi donne; Rox dal terrore stava chiudendo la porta per nascondersi lasciandomi fuori, ma io con una spallata degna del più massiccio giocatore degli All Black riesco ad entrare, e poi chiudiamo subito. Rox chiama la padrona di casa per chiedere se sia o meno il caso di fare la disinfestazione, e intanto io saluto il mio lovvvvve che ancora rideva, chiudo la chiamata e mi avvicino alla porta senza aprire, solo per sentire i rumori. I due uomini sono lì fuori a combattere per salvare noi giUovini donzelle in pericolo…Sento correre su e giù per le scale, poi dal terrazzo arrivano rumori strani, come qualcosa che batte ripetutamente a terra, e infine un verso agghiacciante: “squit..squit..squiiiiiittt….” Di nuovo rumore per le scale, e poi suona il campanello. Inostri salvatori sono tornati! Pare che il topastro dopo essere sfuggito alla morte per bastonamento, si sia suicidato buttandosi giù dalla terrazza. Tiriamo un sospiro di sollievo tutti quanti, ci ridiamo un po’ su e poi ci salutiamo. Rox sparecchia, io lavo i piatti e intanto parliamo ancora dell’accaduto. Bertolaso racconta le dinamiche dell’ inseguimento, che noi donne ascoltiamo con disgusto e ribrezzo. Poi ci chiediamo se il topo vivesse nella terrazza o nelle cantine. In ogni caso era un inquilino del palazzo!   Abbiamo pure l’ansia ad andare in bagno caso mai sbuca un altro megatopo dal cesso o dai lavandini. All’ improvviso suonano alla porta…

Madò, non è che il topo aveva un padre o un fratello più grande, talmente grande da suonare addirittura il campanello, e sta venendo a farci il mazzo a tarallo per vendicare la morte del congiunto???

Mandiamo Bertolaso ad aprire e invece ci troviamo di fronte il vicino con la fidanzata. Volevano gentilmente aggiornarci sui nuovi sviluppi del caso: affacciati alla finestra si erano accorti che il topo non era morto, ma correva stonato giù in strada. E si dirigeva ovviamente verso il bidone dell’ immondizia. Alla fine è stato meglio così; noi ce lo siamo tolto dalle palle e lui non ha tirato le cuoia. Ma che non capiti una seconda volta, altrimenti non avremo pietà! Stiamo infatti valutando di adottare un gatto nel palazzo…anzi, viste le dimensioni del topo, sarebbe più indicata una tigre dai denti a sciabola. :D

AmOrigami

ottobre 16th, 2011

Qualche giorno fa, mia cugggggina Babry ( nome di fantasia enigmistica con cambio d’iniziale ) mi ha chiesto di aiutarla con un compito di religione; all’inizio questa richiesta mi è sambrata un po’ fuori luogo, visto il mio dichiarato ateismo e la mia malcelata tendenza all’eresia e al blasfemismo; ma poi la mia bellissima piccccciUina mi ha spiegato che dovevo semplicemente aiutarla a piegare un foglio in modo particolare da creare il gioco “inferno e paradiso”. Io non avevo idea di come fare, ma ho preso il foglio e con i miei modi grezzi  arronzoni ho iniziato a piegare il foglio a casaccio. Il risultato abominevole, e soprattutto lo sguardo perplesso della bambina, mi hanno però convinta ad abbandonare i tentativi pessimi da autodidatta e ho cercato su Youtube un video guida. Spettacolo!!! Non solo ho risolto in 2 minuti la questione, ma ho trovato un sacco di video sugli origami: madò che belli, mi hanno sempre affascinata ( come tutto ciò che proviene dal Giappone del resto)!!! E’ vero che ogni tanto me ne esco con un hobby nuovo che mi appassiona ma dura poco (tipo il das, il disegno, la ricostruzione unghie, la cartomanzia ecc..), però gli origami sono gli origami…chi non ha mai sognato da bambino di creare qualcosa di feeeeeko invece del solito aereoplano o della solita barchetta??? E quei video su Youtube mi hanno spinta a provare. Come primo approccio ho scelto una figura semplice, un cuore da regalare al mio lovvvvve: Babry mi ha fatto da assistente procurandomi carta, matita, righello e forbici. Ho ricavato un quadrato dal foglio rettangolare, e ho fatto partire la spiegazione. Vabbè, quello del video parlava giapponese perciò non ho capito una beata mazza, però ho seguito passo per passo i suoi movimenti. Il video durava 3 minuti circa, e io invece ho impiegato una mezz’ ora buona per finire. Mia cugina aveva il compito di bloccare e mandare indietro il video quando non capivo, e ha dovuto farlo più e più volte. Homer Simpson in preda all’alcol sarebbe stato più intuitivo di me! Eppure alla fine ce l’ho fatta: da quel quadrato di carta di 21 cm per lato sono riuscita a ricavare un cuore, deforme e storto ma pur sempre un cuore. Con soddisfazione e immotivato orgoglio ( tipico di chi è cosciente di non saper fare un cazzo ), ho ammirato e rigirato tra le mani il mio origami sbilenco e malfatto, per poi andarlo a consegnare impettita e compiaciuta al mio lovvvvve. E lui in verità è stato carinissimo, ha detto che era molto bello ( anche se poi l’ha “dimenticato” a casa di mia zia ). Ulteriormente fomentata dal felice riscontro, ho deciso di fare un altro origami…Ed è stato il turno della ranocchia saltellante. Ci ho messo un’altra mezz’ora ma il risultato è stato decisamente migliore. All’apparenza era perfetta, solo che invece di saltare in avanti, la mia ranocchia si ribaltava come una Twingo old style in curva…vabbè pazienza, tutto sommato era ben fatto esteticamente! L’ho regalato a Babry per ringraziarla della devota e preziosa assistenza, e lei è stata molto contenta…beato entusiasmo infantile!!!

Il giorno dopo a casa ho provato a fare un pappagallo, ma non ci sono riuscita…la tecnica era troppo advanced per una neofita dotata di malgarbo e malagrazia come me. Mi sono anche incazzata a mostro col cristiano giapponese del video: troppo veloce e preciso, mi faceva sentire una merdaccia perchè non capivo i passaggi delle pieghe !!! Allora mi sono buttata su figure sempliciotte: ho aggiunto così alla mia collezione di origami un’altra ranocchia, una farfalla e un tulipano. Che gggggioia veder nascere qualcosa da quelle pieghe di carta!

L’altro giorno sono tornata a Lecce col mio lovvvvve e il computer non l’ho acceso, quindi non ho avuto proprio modo di continuare i miei esperimenti cartacei.

Ma ieri pomeriggio, passeggiando per il centro mano nella mano, al mio lovvvvve è venuta voglia di entrare in libreria. Abbiamo girato nei vari reparti e sfogliato libri di svariati generi. Poi lui mi ha chiamata per mostrarmi una cosa: un manuale sugli origami STUPENDO!!! C’era di tutto: informazioni sulle carte da utilizzare, pieghe speciali, figure base e modelli vari…lui sapeva che mi sarebbe piaciuto e infatti me l’ha regalato!!! :D Sono stata troppo troppo contenta! Devo dire che, al di là del regalo, sono davvero fortunata perchè ho un fidanzato splendido: mi coccola, è attento e premuroso, mi ascolta e cerca di farmi felice come meglio può. E ci riesce sempre! Per me questo regalo è stato bello tre volte di più, perchè ha fatto sì che io e il mio lovvvvve potessimo condividere un hobby. Infatti dopo una grandissima e grassissima cena al ristorante greco siamo corsi a casa, abbiamo messo il pigiamino e ci siamo accoccolati vicini vicini nel lettone a leggere insieme il libro…e poichè il fascino degli origami ha effetto su chiunque, anche il mio lovvvvve ha voluto provare! Ho preso dei fogli, li ho squadrati, e abbiamo deciso di fare un cubo e una farfalla, lui con un foglio grande e io un foglio piccolo! Sapete una cosa? Lui è stato molto più bravo di me! :D Dopo però il mio lovvvvve ha deciso di leggere il Tex Willer prima che io crollassi, visto che soffro di narcolessia fulminante. E infatti mi sono addormentata felice vicino a lui, pensando a mille pieghe e mille animali di carta.

Stamattina mi sono svegliata presto perchè volevo ricambiare il regalo: ho preso il materiale e il libro degli origami e sono andata in cucina a costruire uno scatolino dove il mio lovvvvve potrà conservare i plettri delle chitarre. Dopo mille bestemmie perchè il cartoncino era troppo rigido e le mie mani incerte e tremule come quelle di un malato di Parkinson, ho ottenuto quel che volevo. Per rendere il regalino più carino, ho “costruito” anche un bel fiorellino, con stelo e foglia verde e petali bianchi. Infine, ho preparato una ciambella nutellosa e arrostito le castagne, che al mio lovvvvve piacciono molto moltissimo. E’ stata una bellissima domenica insieme; del resto l’amore è fatto da piccole cose: piccole attenzioni, piccoli pensieri, piccoli regali, piccoli baci…tutte cose che fanno crescere l’amore, e lo fanno diventare grande! Del resto non c’è niente di più bello del prendersi cura di chi ami: in ogni modo, in ogni gesto…in ogni momento!

Vevecola, per te miss Italia finisce qui! Però c’è un premio di consolazione…

ottobre 10th, 2011

ATTENZIONE

Si avvisano i gentili lettori che quanto scritto ovviamente non è strettamente fedele alla realtà, ma in qualità di autrice mi riservo la facoltà di alterare un po’ le descrizioni per divertire e rendere il senso del grottesco. Inoltre, dedico questo articolo a tutte le mie lettrici donne, con le quali voglio condividere la mia nuova scoperta per solidarietà…siamo tutte bellissime, ma ognuna di noi ha dei momenti in cui si sente un cesso. Tuttavia, c’è sempre un rimedio per tutto :)

 

Come sempre, i propositi di dieta non trovano applicazione, anzi…mi abbandono all’ idea che ormai non ho speranze di dimagrire e sfogo tutta la mia delusione mangiando qualunque cosa mi capiti sotto mano con forsennata voracità. Mia madre trema quando dopo pranzo le dico con gli occhi iniettati di sangue e lo sguardo famelico  che ho ancora fame…non sa più  con che sfamarmi e, temendo di essere l’unica cosa commestibile rimasta in casa corre a chiuderesi in camera; nel palazzo i bambini hanno il terrore di me, perchè i genitori per farli stare buoni li minacciono di far venire la ragazza orco del secondo piano a mangiarli; ma io non sono cattiva, ho solo fame, fame, FAME!!! E più sono arrabbiata o nervosa, più la fame aumenta. Ovviamente è un circolo vizioso perchè mangio tanto e di conseguenza ingrasso tanto, quindi mi incazzo tantissimo!!! Mi rendo conto che sono diventata veramente una scrofa ambulante, perchè i vestiti mi vanno sempre più stretti e illlllardo non è più padrone solo di culo e cosce, ma è il signore assoluto del mio corpo! Addirittura, mi infastidisce il reggiseno, perchè mi stringe ovunque…le tette non entrano nelle coppe, le spalline mi segano la pelle e l’elastico mi stringe dietro la schiena evidenziando i rotoli di ciccia. Guai se metto una maglia un po’ più aderente: l’orrore lardoso è sotto gli occhi di tutti! Per questo motivo l’altro giorno sono uscita di casa con la ferma intenzione di comprare un reggiseno meno bastardo..Ne ho provati di bellissimi: con coppe, senza coppe, con ferretto, senza ferretto, di pizzo, liscio ecc… mi facevano delle super tette, ma purtroppo il difetto alla schiena era onnipresente! La rabbia, e di conseguenza la fame stavano per prendere il sopravvento, stavo per trasformarmi in orco quando ho posato gli occhi su qualcosa che non ho mai preso in considerazione prima…erano esposti dei body, quelli che solitamente mettono le donne anziane per trattenere il loro flaccidume. Erano color carne e con cuciture doppie come i cingoli di un carro armato, ma mi sono fatta coraggio e ho chiesto se per caso esistessero dei modelli un po’ più gggggiovanili; ebbene si!!! Ne ha tirato fuori uno bellissimo, nero lucido con le coppe, il ferretto, liscio e senza cuciture, come quelli che indossano le aspiranti miss Italia. Veramente bello, con le bretelline che si possono anche togliere, sia quelle sulle spalle che quelle  per attaccare le autoreggenti, cosa che di inverno io uso sempre. Ho chiesto la taglia ed era rimasta solo una quinta: perfetto, dovrebbe andare bene! Decido quindi di provarlo e col cuore colmo di speranza sono entrata nel camerino. All’ inizio ho faticato per metterlo, perchè è supercontenitivo quindi è strettino, e poi dentro ha delle parti di silicone per non farlo scivolare o arrotolare…poi però, quando ce l’ho fatta e l’ho agganciato, mi sono sentita comoda! Per prima cosa, non  mi sentivo segare la passera come temevo sarebbe successo: ottimo!!! Le tette stavano su per bene come quelle di una pin up: eccellente!!! La vita era ben delineata, la pancia trattenuta da questo body che fa anche da panciera, la schiena stava bella dritta e soprattutto non avevo nessun segno, nè sui fianchi, nè sul culo, nè dietro la schiena: perfetto, stavo benissimo!!! Mi sentivo veramente a mio agio: fasciata ma non compressa, sostenuta ma senza forzature. Sembravo molto meglio anche esteticamente, e per di più il body era bello di suo…si potrebbe dire addirittura sexy!!! Ho messo i vestiti per vedere un po’ come stavo nell’insieme e mi è piaciuto ancora di più…i jeans entravano meglio, se mi piegavo o sedevo la pancia non appendeva, le tette erano ben esposte e dietro la schiena non si vedevano più rotoli di ciccia. Felice felice ho sganciato 35 euro e sono corsa a casa a lavarlo, per poterlo mettere la sera stessa. Mi pare che anche il mio lovvvvve abbia gradito l’acquisto ;) e soprattutto io sono FELICE! Ho deciso che almeno in inverno userò sempre e solo il body, infatti ne voglio comprare qualche altro, magari di colore diverso, o modelli differenti ma simili in comodità e prestazioni. Certo non significa che potrò continuare a mangiare e ingrassare, ma almeno per il momento ho arginato illlllardo! E posso guardarmi con più serenità allo specchio perchè, sebbene non sarò mai figa come quelle che partecipano a miss Italia, non sono poi tanto male (almeno con il body!!!).

Nel mezzo del cammin…

settembre 7th, 2011

Ebbene, dopo due anni e mezzo di sbattimenti, patimenti e speranze, finalmente pare che le cose stiano andando per il verso giusto! Il mio lovvvvve ha avuto una buona possibilità di lavoro, finalmente staremo vicini, e il futuro si prospetta più roseo e a portata di mano…oltretutto anche per me ci sarebbe un’ opportunità lavorativa. A questo punto, l’ ultimo passo spetta a me: devo laurearmi e finire questa maledetta università, così potremo sistemarci come desideriamo da tempo. In effetti devo dire che in questi giorni mi sto dando da fare con lo studio, onèèèèèst!!!Sarà che finalmente mi sento motivata perchè c’è qualcosa di tangibile e concreto per noi! Tuttavia l’altra notte, pensando a tutto ciò che devo fare mi è salita un’ ansia pazzesca…Mi sono chiesta: “Ce la farò?”, “Andrà tutto bene o deluderò qualcuno?”. Perchè inevitabilmente, malgrado la buona volontà non manchi, affinchè si giunga alla meta si devono fare i conti  anche con le circostanze e con terze persone. Mi giravo e rigiravo nel letto, come mio solito, e alla fine ho dovuto accendere nuovamente la luce e correre a prendere un libro; in effetti, leggere è il mio metodo preferito per scacciare i pensieri negativi. E che libro ho scelto? Un capolavoro della letteratura inglese: Alice nel paese delle meraviglie. Chi non l’ha mai letto sicuramente lo considererà un libro insulso, ma in realtà è tutt’altro: è GENIALE!!!

Innanzi tutto è un inno al non-sense: Alice si ritrova catapultata in un mondo completamente senza senso, abitato da personaggi assurdi che si esprimono altrettanto assurdamente, tramite appunto dei non-sense linguistici che consistono, in poche parole, in un uso apparentemente sensato di parole insensate, e un uso apparentemente insensato di parole sensate.   In realtà, benchè il non-sense venga spesso inteso come mancanza di senso, esso è infatti solo negazione di senso, il che presuppone dunque la sua presenza. In base a quanto ho studiato sulla traduzione e la linguistica nel corso di questi anni, spesso i non-sense non sono facilmente comprensibili a causa delle difficoltà nel processo di traduzione, nel corso del quale si perdono giochi di parole. Spulciando cose al riguardo su internet ho scoperto una cosa che onestamente da sola non avrei mai immaginato:

<<Nel capitolo IX di Alice la Duchessa sentenzia:

Bada al senso, e i suoni baderanno a se stessi”.

L’apparenza è perfettamente sensata, anche troppo. Parafrasando sarebbe all’incirca:

Le parole vengono automaticamente, se si ha qualcosa da dire”.

Ma la sostanza è un non-sense ottenuto con un colpo da maestro, la storpiatura di due “p” in due “s” nel proverbio inglese:

“take care of the pence, and the pounds will take care of themselves”

trad. “bada ai centesimi, e le lire baderanno a se stesse”

nel libro, Carroll lo trasforma in:

“take care of the sense, and the sounds will take care of themselves.>>

Una persona che non conosce il proverbio inglese non avrebbe mai potuto capire l’allusione! Ma andando avanti, in Alice nel paese delle meraviglie ci sono molti spunti di riflessione interessanti, per quanto presentati assurdamente. Ad esempio, questa è la parte che preferisco di tutto il libro:

<<Il Cappellaio spalancò gli occhi; ma quel che rispose fu questo:

— Perchè un corvo somiglia a uno scrittoio? —

Ecco, ora staremo allegri! — pensò Alice. —Sono contenta che hanno cominciato a proporre degli indovinelli… credo di poterlo indovinare, — soggiunse ad alta voce.

— Intendi dire che credi che troverai la risposta? — domandò la Lepre di Marzo.

— Appunto, — rispose Alice.

— Ebbene, dicci ciò che intendi — disse la Lepre di Marzo.

— Ecco, — riprese Alice in fretta — almeno intendo ciò che dico… è lo stesso, capisci.

— Ma che lo stesso! — disse il Cappellaio. — Sarebbe come dire che “veggo ciò che mangio” sia lo stesso di “mangio quel che veggo.”

— Sarebbe come dire, — soggiunse la Lepre di Marzo, — che “mi piace ciò che prendo”, sia lo stesso che “prendo ciò che mi piace?”

— Sarebbe come dire, — aggiunse il Ghiro che pareva parlasse nel sonno, — che “respiro quando dormo”, sia lo stesso che “dormo quando respiro?”

— È lo stesso per te?disse il Cappellaio>>

Beh, mi pare proprio che questi pazzoidi abbiano ragione! Io, prima di leggere questo passaggio, non mi ero mai soffermata a riflettere seriamente su quanto cambi il senso delle cose spostando semplicemente l’ordine delle parole…eppure è scontato! Insomma nel corso della storia Alice, una bambina di soli sette anni e mezzo, si trova a girovagare in posti ignoti e insidiosi malgrado le piacevoli e bizzarre apparenze, passa dall’essere minuscola all’ essere gigantesca, deve conforntarsi con personaggi bislacchi e spesso irritanti, ma non si lascia mai abbattere. Certo, a volte piange ma riesce sempre a tirarsi su, a darsi “ottimi consigli” e soprattutto non permette a nessuno di avere la meglio su di lei! Ha la lingua lunga e un’ intelligenza vivace, ma soprattutto buon senso nel non-sense. Sarà grazie a ciò che supererà le difficoltà di questo viaggio di crescita  nell’assurdo per risvegliarsi più adulta e matura…E per questo, io credo che Alice sia uno dei personaggi più interessanti, piacevoli ed esemplari della letteratura!

A volte anche io mi sento un po’ Alice, e sebbene non abbia a che fare con Brucaliffi, carte da gico animate (a parte quelle del Burraconline), Regine di Cuori egocentriche ecc…, mi sento spesso circondata dall’assurdo; anche a me viene spesso lo sconforto, spesso piango e spesso mi do “ottimi consigli“…

In una parte del libro, Alice si perde nel bosco e chiede aiuto al Gatto del Cheshire (o Stregatto):

Alice: “Puoi dirmi, per favore, da che parte posso andarmene da qui?
Gatto: “Tutto dipende da dove vuoi andare.”
Alice: “Non mi importa molto dove…
Gatto: “Allora non importa da che parte vai…
Alice: “Purchè arrivi da qualche parte!
Gatto: “Oh, là ci arriverai di certo, se cammini abbastanza.”

Considerando ciò, io ho un vantaggio enorme su Alice…

Io so da che parte voglio andare: dal mio amore!!! So che strada devo percorrere: quella che mi porterà  a realizzare il sogno di una vita d’amore insieme al mio lovvvvve; per fortuna adesso so che questa strada, almeno in parte, è per lo più in discesa ed io sono già avviata…E, al contrario di Alice, sarà solo alla fine della strada che io troverò il mio Paese delle meraviglie.

Eccezione balneare di un’estate di coppia riposante

settembre 4th, 2011

Non aggiorno il mio bloggggg da tempo immemore ormai…potrei accampare l’ottima scusa che ero intenta a godermi le vacanze tra sole e mare, ma in realtà quest’ anno ho fatto pochissima vita da spiaggia…Ci sarò andata forse 5 volte, di cui una sola a Porto Cesareo, posto che merita davvero! Per omaggiarlo infatti, racconterò di quell’unica giornata di splendido mare salentino.

Gli altri anni la stagggggione balneare cominciava il 25 Aprile, e siccome il sole ancora non era forte non usavo la protezione. Così, andando al mare di frequente mi abbronzavo gradualmente (che rima fashion!!!) senza scottature. Quest’ anno invece, la prima volta è stata intorno alla seconda decade di Giugno (astrologa mode) e ne faccio una cronaca al presente:

Io e il mio lovvvvve ci svegliamo relativamente presto, circa alle 9. Ci laviamo, io mi dedico alla depilazione quotidiana, prepariamo la borsa per il mare e andiamo al forno a comprare qualcosina da mangiucchiare in spiaggia: una decina di pizzette, una decina di paninetti piccini picciò con prosciutto a dadini, wurstel e cubetti di formaggio nell’ impasto, focaccia prosciutto e olive, focaccia scamorza e funghi e briches alla nutella per la colazione on the road. Arriviamo a Porto Cesareo e paghiamo 3 euro di parcheggio a un ragazzino di circa 13 anni, rachitico e color malota (in italiano blatta), e scendiamo in spiaggia: che spettacolo…la giornata è stupenda e il mare favoloso!!! Arranchiamo sulla sabbia con i teli da mare in spalla, borsa con creme e olii, pallone, borsa termica per l’ acqua, busta mastodontica di cibarie…siamo così carichi che la gente inizialmente ci scambia per vucumprà albini! Poi però scegliamo il nostro posto in spiaggia per stendere i teli, sistemiamo la roba e ci togliamo i vestiti. Io e il mio lovvvvve siamo così bianchi che la gente mette gli occhiali da sole apposta per riparare le retine dal nostro abbagliante spendore…altro che vampiri di Twilight!!!Io non voglio la protezione altrimenti non mi abbronzo (ragionamento altamente ignorante ma onesto), mentre al mio lovvvvve spalmo quella da 50 sulla schiena (per proteggere i tatuaggi), un po’ su spalle e fianchi, e un po’ sul nasino. Ci diamo qualche bacino felici felici, ci prendiamo per mano e decidiamo di andare a sponzare in acqua. Non è molto fredda, ma procediamo comunque per gradi…rallentiamo per poi fermarci del tutto quando il livello dell’ acqua raggiunge i maroni del mio lovvvvve, che si contorce e lamenta in perfetto stile Fantozzi; allora chiacchieriamo un po’ e ci guardiamo intorno: ma per caso è arrivato il pullman di Tamarreide anche nel Salento? No perchè c’è gente assurda! Nonne color cuoio con la pelle avvizzita che esibiscono topless cascanti e rivoltanti, omuncoli anziani che si atteggiano a playboy cafoni e pessimi in perfetto stile Califano, pseudo culturisti pompati all’inverosimile che sembrano usciti da un episodio di Ken Shiro ma con lo slippino talmente stretto sui genitali che quando poi li senti parlare sembrano Alvin Rock’ n Roll e i Chipmunks, comitive di ragazze che parlano solo dialetto salentino incomprensibile (eccezion fatta per le svariate bestemmie folkloristiche) e con tatuaggi così cozzari da umiliare il più rude avanzo di galera tarantino…però dai, non sono tutti così! Ci sono infatti anche i patiti dello sport; in particolare gli amanti del beach volley che si esaltano più di Mila Azuki e le Seven Fighters, senza avere un briciolo delle loro capacità ma comuque convinti di essere promesse mondiali; o ancora ragazzini dalle limitate facoltà intellettive che cercano di riproporre live in spiaggia le pubblicità  fighissime della Nike ma con il solo risultato di fare tiri a cazzo che vanno a piallare la faccia di ignari bagnanti, il più delle volte bambini. Insomma, io e il mio lovvvvve non rientriamo in nessuna di queste categorie; anche noi ci siamo messi a giocare goffamente con la palla in acqua ma siamo del tutto inoffensivi, tant’è che anzi i bambini vengono a romperci i coglioni per giocare con noi: forse sembriamo due bambinoni mastodontici ma simpatici, oppure siamo rassicuranti e “genitoriali” quindi ispiriamo fiducia negli under 10…chi lo sa, fatto sta che ci dispiace dire di no, ma dopo dieci tiri ci dileguiamo con l’ottima scusa che andiamo a prendere un po’ di sole. E in effetti è quello che facciamo per tutto il tempo, visto che per noi l’ombrellone non esiste. A un certo punto mi sentivo prudere di morte le spalle, mi sono grattata, anzi arata con le unghie, mi sono tuffata nuovamente in mare ma niente, non trovavo pace…il mio lovvvvve mi ha pure rimproverata perchè diceva che mi ero graffiata così forte che sembravo Padre Pio post flagellazione! Allora, prima che la gente cominciasse a pensare che il mio lovvvvve mi malmenasse o che fossimo dediti al BDSM, abbiamo deciso che era ora di asciugarci e tornare a casa. In macchina ci teniamo per mano e parlottiamo del più e del meno, stabiliamo il menù della serata e ci diciamo che forse è meglio non uscire, o al massimo andremo a prendere un gelato maxi. A casa facciamo la doccia e io ammiro compiaciuta il segno del costume che fa contrasto con la mia prima abbronzatura dell’anno ma, ahimè: quel primo e intenso sole mi è stato fatale, e mi ha portato come conseguenza una spellatura clamorosa, la prima in quasi 27 anni di onorata carriera balneare!!!Nei giorni seguenti sono stata a grattarmi come un cane rognoso e per eliminare le pellacchie malefiche e antiestetiche mi sono torturata con il guanto esfoliante. Alla fine le pellacchie le ho eliminate ma la schiena era di un vomitevole aspetto malsano bicolore, sembravo affetta da vitiligine. E questa è stata l’unica vera e propria giornata di mare di questa estate 2011, perchè poi ci sono stati un po’ di inconvenienti e situazioni di stress e quindi il resto delle vacanze abbiamo prferito passarlo in totale relax (ma con annesso virus intestinale), mangiando cose buone e grasse (che credo abbia aggravato le sofferenze del virus intestinale), tentando ipnosi regressive, stravaccandoci sul letto e vedendo in streaming le varie serie di How I met your mother, nonchè dilettandoci nell’ arte amatoria come è giusto che sia quando si ha casa libera per 2 settimane e si ha un fidanzato gnocco e ben disposto come il mio, dehihhihihi…eccellente!!! Niente vita mondana quindi, eccezion fatta per le piacevoli uscite con il cavissimo Duca Conte, qualche aperitivo o cocktail fashion e una capatina flash ma deliziosa in montagna a Camigliatello Silano dagli amici simpaticissimi del mio lovvvvve. Per il resto, noi due soli ci bastiamo, ci divertiamo e siamo felici sempre e comunque: si può dire che per noi il solo stare insieme significa già essere in vacanza…e che vacanza!!! :)

L’ amicizia ai tempi del Re Sole

giugno 16th, 2011

ATTENZIONE: si avvisano i gentili (e non) lettori, che la parte storica è tratta da Wikipedia

Tutti quanti proviamo ammirazione nei confronti di personaggi famosi, siano essi cantanti, attori, politici, sportivi, scrittori, filosofi, artisti e chi più ne ha più ne metta…Ebbene, anche io sono fan di una certa persona: è un uomo vanitoso, basso di statura, porta i tacchi, ha i capelli finti, è un patron di arti e spettacoli, è tra i più ricchi e potenti d’ Europa, ha un sacco di amanti ed è un accentratore del potere!!! No, non è Berlusconi (oh, ma che cazzo andate a pensare??? ) ma Luigi XIV, meglio noto come Re Sole o Luigi il Grande :D .

Non tutti sanno che il suo è stato il trono più longevo nella storia europea: infatti nel 1943, all’ età di 5 anni, viene incoronata Re di Francia e di Navarra, titolo che conserverà fino alla morte per ben 72 anni, 3 mesi e 18 giorni. Ma perchè lo stimo? Ebbene i motivi sono tanti:

  • A lui si deve  la Grande Ordonnance de Procédure Civile del 1667, conosciuta anche col nome di Code Louis, che era un codice di procedura civile valido e uniforme per tutta la Francia, il primo ad essere creato. Il Codice Luigi gettò le basi per il futuro Codice Napoleonico che verrà promulgato agli inizi dell’Ottocento, il quale sarà a sua volta la base essenziale per la costituzione del diritto moderno. Questo Codice ebbe pure il grande vantaggio di unificare la legge francese (cosa che per svariate ragioni da noi avverrà circa due secoli dopo); Il Codice intervenne a migliorare anche la vita degli schiavi mettendolii al riparo dagli eccessi dei loro proprietari,riconoscendo il loro diritto a possedere beni (seppur con dei limiti), a subire pene corporali non superiori e non diverse da quelle che venivano inflitte ai francesi liberi. In particolare, le schiave messe incinte dai loro padroni avevano diritto ad essere liberate e ad essere legalmente sposate.
  • Nominò Ministro delle Finanze Colbert, il quale ridusse il debito nazionale con una più efficiente tassazione. Le tasse principali includevano gabelle, taglie, tasse terriere e doganali. Queste ultime in particolare vennero ampiamente sfruttate da Colbert per promuovere il commercio e l’industria francese, costringendo le imprese nazionali a produrre per lo stato, scoraggiando le importazioni che aumentavano i costi generali. Egli  vide diminuire sempre più la dipendenza della Francia dai beni importati dall’estero, incrementando nel contempo le esportazioni, che fecero aumentare anche l’attivo delle casse dello stato;
  • Malgrado la sua attenzione all’economia nazionale, Luigi XIV diede prova di essere anche capace di spendere ingenti quantità di denaro, supportando gli artisti che lavoravano al suo comando per rendere sempre più potente la monarchia francese anche sotto l’aspetto dell’immagine pubblica.
  • Ordinò la costruzione del complesso militare dell Hôtel des Invalides, per adibirlo a casa di riposo per militari e ufficiali che avessero servito fedelmente nell’esercito sotto il suo comando e che fossero divenuti infermi per ferite di guerra od anzianità. Fu questo luogo a divenire uno dei pionieri della farmacia internazionale.
  • Luigi XIV riuscì a far divenire la Corona francese sempre più potente e gloriosa a scapito dell’aristocrazia e del clero e si prodigò per supportare il gallicanesimo, una dottrina che limitava l’influenza del Papa in Francia; nel 1862 fece approvare dall’ assemblea dei vescovi francesi, i quattro principi secondo cui:
  1. Il Papa non aveva autorità sul potere temporale e il Re non era soggetto alla Chiesa in materia di cose civili.
  2. Il concilio Generale aveva autorità sul Papa.
  3. Le antiche libertà della Chiesa francese erano inviolabili.
  4. Il giudizio del Papa NON era inconfutabile.

 

Certo, ha commesso anche delle puttanate (tipo la revoca dell’ Editto di Nantes), ma in sostanza, malgrado fosse un convinto assertore di una monarchia di tipo assolutistico, regnò comunque sempre nell’interesse della Francia. Oltre a tutte queste belle cose politicamente rilevanti e professional, il Re Sole è universalemente riconosciuto come l’ artefice della grandeur francese anche dal punto di vista culturale e mondano, dando nuova vita alla moda, all’ etichetta, al bel vivere insomma. Io ho sempre sognato di poter tornare indietro nel tempo e vivere per un po’ a Versailles! Perdermi nel lusso sfrenato degli ambienti di corte, partecipare ai grandi balli reali sfoggiando abiti scollacciati e sfarzosissimi all’ ultimo grido Barocco e acconciature assurde, assistere a una commedia di Molière,  esibire nei migliori salotti aristocratici i miei nei finti e la pelle super incipriata, ridere con sussiego e civetteria dietro un ventaglio chicchissimo, ricevere doni magnifici, partecipare a banchetti interminabili, giocare a carte, farmi fare un ritratto fashionissimo…che splendore!!! Credo che sarei stata un’ ottima preziosa…purtroppo non potrò giammmmmai avere il piacere di realizzare questo desiderio però, fingendo di prendere parte ad una commedia dell’ arte, con il mio migliore amico il Duca Conte Adviano de’ Niculotti (nome di fantasia aristocratica) giochiamo a fingerci perfetti nobili frequentatori di corte che vivono  tra scandali e itrighi, prendono parte a guerre o missioni diplomatiche…ovviamente gli aneddoti hanno tutti uno spunto porcello, e anche i nomi dei vari personaggi, licenziosi e assurdi, hanno un che di porcello; e soprattutto è fondamentale l’ uso della evve moscia. Quanto ci divertiamo!!! Oltretutto Adviano è molto credibile nella parte del nobile…sarà perchè ha dei modi sempre impeccabili, sarà perchè si cala alla perfezione nella parte, non so…fatto sta che mi fa pisciare dalle risate! Il mio diletto amico è davvero speciale,  e non solo in questo; la prima parola che mi viene in mente quando penso a lui è brillante: perchè lo è davvero! Per come parla, per come scherza, per come si comporta…e soprattutto è un vero amico, una di quelle persone che potresti non sentire e vedere per tanto tempo ma appena lo rivedi senti che non è cambiato niente; una di quelle persone che non ti deludono mai, che restano sempre il vecchio amico di un tempo; una di quelle persone che ti senti libero di vedere e sentire come vuoi, per il solo piacere di passare del tempo insieme e non perchè devi. Una di quelle persone veramente nobili di cuore e di mente, che vivano a Versailles o meno…

Sforzarsi a ca…lare di peso!

giugno 15th, 2011

Domenica notte sono stata poco bene con la pancia; il che, parafrasando, significa che avevo la diarrea, una di quelle bastarde proprio! Sono stata a rigirarmi nel letto tutto il tempo, alternando brividi di freddo pre-scarica e sudate degne di un lottatore di wrestling! Siccome era notte e non volevo svegliare gli altri, cercavo di sopportare stoicamente il maligno dentro di me, ma in quei tragici momenti ho visto scorrere tutta la mia vita davanti agli occhi; il che ha fatto maturare in me pensiero profondissimo:

mentre per Schopenhauer

“La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia”

secondo me

La diarrea è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore degli spasmi che fanno rabbrividire e sudare,  e la noia di doversi pulire  il culo per ore, passando per l’intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere di espellere liquidi malsani e della gioia della tregua tra uno spasmo e l’altro”.

Lo so che non è propriamente poetico, ma se non altro è veritiero. Quella notte poi, come se non bastasse, avevo anche problemi di allergia; il naso mi prudeva da morire, starnutivo a manetta (e lo sforzo di contrarre gli addominali poteva essere fatale per me, le mutande, il pigiama, le lenzuola e il materasso), e smoccilavo incessantemente…soffiavo il naso e non usciva niente, ma poi appena mi sdraiavo  colava.  Allora ho pensato di fare il contrario, aspirando talmente forte che gli ingegneri della Folletto volevano brevettarmi. Ma non andava bene nemmeno così, blob continuava inesorabile a fuoriuscire; allora ho preso un fazzoletto di carta, l’ho arrotolato in punta e me lo sono ficcato a m0′ di tampone…eccellente! Questo metodo agricolo ha funzionato, anche se il mattino dopo le mie narici sembravano il davanti di una Ferrari Enzo. Insomma, non ho dormito un cazzo tutta la Domenica notte, e già bastava questo a rendere il Lunedì mattina più rivoltante del solito; ma c’ era di più! Mettete insieme le parole: Lunedì, Giugno, prova costume, grasssssocccccità, complessi…cosa vi viene in mente? Ebbene si, ciò che tutti noi mangiatori incalliti temiamo di più: la DIETA!!! Ho deciso che devo dimagrire, basta…non dico che voglio essere bella, ma che VOGLIO sentirmi bella! Vedo  ovunque un sacco di ragazze…non sono tutte grandi gnocche, anzi spesso sono ragazze  normalissime che però si atteggiano a strafighe della Madonna, convinte di essere l’ oggetto del desiderio di ogni uomo nelle vicinanze. Si vantano di essere costantemente ammirate, guardate, corteggiate, desiderate…Magari è pure vero, ma per quelle più carine! Invece mi è capitato di conoscere pure delle ragazze racchiette che se la pensano assai! Il più delle volte queste grazzzzziose fanciulle non hanno un fidanzato, e per fare ulteriormente le fashion fingono di essere la versione made in Italy delle protagoniste di Sex and the City sostenitrici del motto: “single è bello!”. Io non condivido molto tutto ciò, ma invidio molto l’ alta considerazione che queste donne hanno di loro stesse. Quanto vorrei sentirmi anche io un gran bel femminone, non per gli uomini (visto che ho già il migliore sulla piazza ;) e non mi interessa nient’ altro) ma per me stessa! Come sarebbe bello non odiare la mia immagine riflessa nello specchio…come sarebbe bello non sentirmi a disagio in mezzo alle altre…come sarebbe bello sentirmi talmente sicura di me da uscire fuori casa struccata (qualche volta!!!)…Il fatto è che non sempre essere belli equivale a sentirsi belli, e viceversa. Spesso si ha una visione distorta di se stessi, e ciò che vedono i nostri occhi non è ciò che vede l’altra gente. Forse una dieta non risolverà i miei mille complessi, o forse si, non lo so…Io intanto ci provo! Se non sarò soddisfatta e felice di me nemmeno più magra, allora avrò il via libera per consolarmi mangiando le cose più grasse al mondo, dimodochè mi venga, un giorno si e un giorno no, una diarrea degna del peggior colera! Così non assimilerò i grassi, anzi, espellerò più del dovuto e dimagrirò per sempre…eccellente!!!

Il giorno più bello della vita di una donna (???)

giugno 10th, 2011

Sto guardando “Non ditelo alla sposa” su Italia 1, e mi stanno saltando i nervi (Dave Cantebury mode)! E’ un format inglese mi pare (a giudicare dalla cessagggggine e propensione all’ alcolismo dei partecipanti si direbbe così) e in pratica in ogni puntata una coppia di fidanzati decide di non vedersi fino al giorno delle nozze e le incombenze organizzative vengono relegate allo sposo, che amministrando da solo un budget limitato e prestabilito si trova quindi a dover fare tutto: compilare e spedire gli inviti, scegliere gli abiti nunziali e quelli delle damigelle, la chiesa, i fiori, la sala ricevimenti, l’ intrattenimento, i mezzi di trasporto…inutile dire le angosce e i timori delle future sposine! Soprattutto quando si tratta di scoprire quale abito da sposa abbia scelto il futuro consorte per lei! Nella puntata di oggi (come in tutte le altre che mi è capitato di seguire del resto)  la giovine donzella,  accompagnata da tutti i membri con cromosoma X della famiglia, si reca nel negozio che le è stato comunicato a ritirare il vestito scelto a sorpresa: tragggggedia!!! La fanciulla si accorge che il negozio non è quello che lei sperava, e in preda al panico comincia a piangere convulsamente e tremare come Papa Wojtyla nei momenti di peggiore sofforenza del Parkinson…le altre donne in preda all’ isteria generale, inveiscono e minacciano di morte il pessimo uomo che ha osato tanto. Ma ora dico io: ma chi cazzo vi ha detto di partecipare alla trasmissione??? Bah, che dementi!!! Comunque, dopo 17 ore di lamentele e sfoghi decidono di entrare nel negozio per vedere il vestito e provarlo. Secondo atto della traggggggedia!!! Il vestito ovviamente non è quello che la ragazza ha sempre sognato, perciò tra singhiozzi e lacrime si chiede se è giusto sposare un uomo che la sta facendo così tanto soffrire, perchè se non sa scegliere il vestito da favola che lei immaginava dalla più tenera infanzia allora non la ama abbastanza…Ovviamente, l’ entourage di parenti e amiche donne la consolano con carezze, in lacrime anche loro, e solidali nell’ odio verso il povero cristo del fidanzato. Nonostante ciò, il vestito non può essere cambiato, perciò volente o nolente quello è; non resta che provarlo! Ma a questo punto possono succedere due cose:

  1. La taglia non è quella giusta, e la tensione raggiunge il massimo! Il matrimonio rischia di andare a monte;

  2. La taglia è quella giusta, la pulzella si ammira compiaciuta nello specchio e sostiene che il vestito non è poi tanto male, anzi…è stupendo! Le altre donne convengono compiaciute, e tutto finisce a tarallucci e vino, con pensieri d’ amore ritrovato per il futuro sposo.

Ma non è finita qui…perchè il pericolo è in agguato! Infatti, mentre la donna sogna di celebrare le nozze e festeggiare in uno scenario fantastico (con lago incantato, castello principesco, cascate di fiori introvabili, posate in oro massiccio, tovaglie di broccato e quant’ altro si ricolleghi alla tradizione  fiabesca che travia le menti delle donne in tenera età e le distoglie dalla realtà), l’ uomo bada al risparmio e alla praticità, perciò sceglie come sala ricevimento un vile pub, trovando sostegno nel buon gusto del suo miglior amico nonchè futuro testimone, solitamente un ubricone single e cerebroleso. Ovviamente, siccome serve qualcuno ad animare la festa, i due uomini contenti e fomentati pensano bene di invitare una pessima rock band di barboni sconosciuti e maleodoranti, trasformando in un concerto il giorno più romantico per quasi ogni donna…Comunque, alla fine di ogni puntata, malgrado alcune reazioni isteriche e iraconde la sposa si dichiara felicissima, perfettamente soddisfatta e innamorata, ma non si capisce se sia a causa dell’ alcol, della pazzia sopraggiunta alla rabbia, o se effettivamente l’ amore e l’ eccezionalità del giorno rendono tutto magico. Davvero non lo so…Io non ho mai sognato il giorno del mio matrimonio, nemmeno da bambina quando ero bombardata da cartoni animati e favole con lieto fine nunziale. Sarà che sono atea quindi già eliminando il matriomonio in chiesa si eliminano un sacco di fronzoli, sarà che mi angoscia pensare di stare al centro dell’ attenzione un giorno intero per di più coi tacchi, sarà che soprattutto considero il matrimonio come qualcosa che riguarda solo ed esclusivamente l’ amore delle due persone coinvolte…Io sono una donna molto romantica, ma il mio sogno d’ amore non riguarda un giorno in particolare, bensì tutta una vita. Non mi interessa l’ abito bianco, il fotografo, il bouquet, le fedi, il ballo, i confetti, il lancio del riso, la torta (anzi…mmmm, tortaaaaa, quella si :P )…a me non me ne fotte niente, il mio sogno è sempre stato quello di vivere le piccole cose di ogni giorno con l’ amore di chi hai accanto. Ricordo che quando ero piccola e la sera uscivo coi miei e altre persone, nel momento in cui ci salutavamo per rientrare a casa, io pensavo sempre alle coppie che tranquille sarebbero tornate al loro nido, avrebbero chiuso la porta di casa e si sarebbero addormentate abbracciate e contente. Poi magari non è mai andata così nella realtà, ma quello era ciò che pensavo io e ciò che avrei voluto per me un giorno. Io sogno come ogni donna l’ amore per la vita, ma non il matrimonio…io desidero una casa da sistemare con chi amo, addormentarmi e svegliarmi sempre tra le braccia del mio lovvvvve, vivere insieme, fare la spesa insieme, cucinare insieme, preparare i dolcetti a sorpresa, accudire un cane e un giorno un figlio insieme, sempre con amore…e per tutto questo non ho bisogno di un giorno di eccessi, ma di tanti giorni di impegno nelle piccole cose, e soprattutto di amore. Non credo che mi sposerò mai, perchè non ritengo che il matrimonio possa ggiungere qualcosa al mio rapporto, ma se un giorno per qualche motivo dovessi farlo (sicuramente solo rito civile), vorrei che fosse una cosa intima tra me e il mio lovvvvve: niente invitati, niente festa, niente bomboniere…solo noi e il nostro amore, come sempre.

La mia teoria…del tutto irrilevante!

giugno 10th, 2011

Confidando nella cultura di chi legge, credo che questa sia una spiegazione superflua…In ogni caso cito Wikipedia:

“Lo Zibaldone, o col titolo completo Zibaldone di pensieri, è un diario personale che raccoglie una grande quantità di appunti scritti tra il 1817 e il 1832 da Giacomo Leopardi.

Il titolo deriva dalla caratteristica della composizione letteraria, in quanto mistura di pensieri, come per l’omonima vivanda emiliana che è costituita da un amalgama varia di molti ingredienti diversi; a volte, il termine è usato per descrivere un mucchio confuso di persone. Anche se il termine era conosciuto anche prima, dopo la composizione di Leopardi il termine è usato per annotazioni su quaderni o diari di pensieri sparsi. “Zibaldone” può essere usato anche in modo dispregiativo per discorsi o scritti senza filo logico, disordinati, fatti di idee eterogenee…”

E’ semplice quindi capire come mai abbia scelto questo nome per il mio blog. Non ho mai avuto la costanza di scrivere un diario, l’ ho sempre considerata una cosa estremamente pallosa; perciò il mio intento non è quello di fare una mera cronaca delle mie giornate ma, il più delle volte, trarre uno spunto di riflessione dalle banalità quotidiane. Adesso vi espongo la mia teoria, che non è semplice da spiegare (e nemmeno da capire, temo). Siccome i pensieri scorrono troppo veloci, non è possibile condividerli immediatamente con gli altri; o meglio, può capitare, ma nella foga di parlare non si riescono a rendere fedelmente: nè nella forma  (ma questo è ovvio e non potrebbe essere altrimenti), nè soprattutto nella sostanza! Per questo occorre scrivere. Io inizio sempre con una descrizione dell’ evento scatenante del pensiero; una descrizione che parte da lontano, ma senza troppi fronzoli, spontanea, funzionale ma non essenziale. Chi legge può solo immaginare come siano fatte cose e persone; io non mi soffermo a dirlo perchè non è importante saperlo. In effetti, per quanto queste presenze possano essere importanti nella mia vita reale, qui nel blog sono dei pretesti. Grazie a quanto accade con loro o tramite loro, io penso, rifletto…e di tutto quello che mi passa per la testa, ciò che mi preme esporre è la sostanza della sostanza. Per questo dedico poco spazio alle mie riflessioni, giusto qualche riga, ma del resto a che serve dilungarsi? Che senso ha imporre ogni mia divagazione mentale? Io dico ciò che per me è essenziale dire. Ciò che voglio condividere. E deve essere coinciso perchè non deve essere soggetto a fraintendimenti. Poi sarà chi legge a pensare tutto il resto, a ricamarci intorno, ma di sua iniziativa e non su mio suggerimento. Ecco quindi secondo me quali sono i vantaggi dello scrivere:

  • Si lavora a freddo, cioè quando è già passato un po’ di tempo dall’ accaduto; in questo tempo, inevitabilmente la mente fa una cernita: rimuove cose insulse e banali e si focalizza su cose rilevanti.

  • Mentre si scrive ci si concentra di più ed è difficile, se non impossibile perdere il filo del discorso.

  • Non si viene interrotti, quindi l’ attenzione resta alle parole e ai pensieri.

  • Nessuno ti guarda in faccia, e quindi chi legge non è condizionato da espressioni del viso, toni di voce…In questo modo, si evitano molti film mentali.

  • Ciò che è scritto è scritto, e quello è! Nessuno potrà mai dire il contrario.

  • Si ha tutto il tempo di scegliere le parole, nonchè di cancellare o correggere ciò che secondo noi non è del tutto conforme ai nostri pensieri.

  • Si può dire tutto con spontaneità ma allo stesso tempo correttamente; mentre quando si dice qualcosa a voce c’ è sempre il rischio di qualche sbroccolo grammaticale della Madonna!

Quindi mentre Leopardi nel suo Zibaldone esponeva la celeberrima “Teoria del Piacere“, io nel MIO Zibaldone espongo la “Teoria dei pensieri in fuga che per essere ben espressi devono essere trascritti”. Eccellente!!! Mi sento una sorta di Giulio Ferroni (e qui conferisco tutta la mia stima e solidarietà a coloro che ci hanno avuto a che fare) autocelebrativo…davvero profashional (non ho sbagliato a scrivere, è un neologismo coniato da me e consiste nell’ unione di professional e fashion :D ). In fin dei conti, so bene che nessuno se ne fotte di come scrivo e perchè, ma perchè negarMi una disquisizione pseudo-formale sul mio modus operandi? Nessuno (o quasi) mi prende mai sul serio, almeno faccio finta di farlo io!

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